Enrico Lanzano
nasce a Torino il giorno del suo onomastico il 13 luglio del 1974.
Figlio di due insegnanti, vive le prime esperienze traumatiche fin dall’infanzia quando è l’unico della compagnia, oltre a suo fratello Luca, che può uscire a giocare il pomeriggio solo dopo aver fatto tutti i compiti.
E’ troppo piccolo per ribellarsi o per affrontare una causa giudiziaria, decide quindi di escogitare un piano con Luca: il lavoro che farà da grande dovrà permettergli di recuperare tutto il tempo sottratto al gioco...
Fino all’età di 6 anni si dedica esclusivamente ad aumentare le sue competenze nell’ambito del gioco creativo senza limitare l’esperienza ad ambiti specifici, ma al contrario si prefigge l’obiettivo di un’apertura mentale e conoscitiva di tutto ciò che può essere definito gioco e creatività. Soldatini, pallone, disegno sono le competenze di maggiore interesse, ma non sono le uniche.
All’età di 6 anni si iscrive alla scuola elementare dove approfondisce le capacità ludiche e ricreative con percorsi didattici più completi ed articolati imparando anche…a leggere e scrivere. Il passaggio alle scuole medie avviene dopo un esame di quinta elementare superato con il massimo dei voti.
Gli anni della scuola media vengono caratterizzati da una volontà di studio creativo del gioco del calcio e da un’analisi comparativa dei cartoni animati giapponesi come holly e benji, Lupin, l’uomo tigre e capitan harlock. Le sue insegnanti si accorgono dell’estro creativo e decidono di puntare su una programmazione didattica per ampliarne ancora di più gli elementi di fantasia e creatività. Il passaggio al liceo scientifico non è dei più facili.
Quando l’insegnante di italiano fa svolgere il tema libero, tutte le più brave della classe hanno dei blocchi di fantasia, mentre lui si esalta spaziando tra le fantasie e le mille idee creative che serpeggiano nella sua testa. Non ottiene gli stessi risultati quando si accorge di essere decisamente meno talentuoso nell’analisi logica e nell’analisi grammaticale: le materie trascurate alle medie per svolgere attività e programmi di sviluppo creativo.
La paura di essere rimandati a settembre in latino accompagnerà il giovane creativo per tutti e 5 gli anni, ma il desiderio di giocare a pallone tutta l’estate senza preoccupazioni, lo porteranno ad essere sempre promosso a giugno.
Gli ultimi anni del liceo lo vedono attore di teatro nella compagnia della scuola ed il teatro dell’assurdo si accosta alla sua vita. Dopo i primi due anni del liceo, prosegue con alcuni compagni la formazione teatrale. Sono i primi anni ’90 quando si sale su un vero palcoscenico portando in scena Shakespeare e Ionesco...”sogno di una notte di mezza estate”, la “cantatrice calva”, “aspettando Godot”, “parenti terribili” e “i vecchi”, messi in scena al Cab41 e all’ormai ex-teatro Massaua.
Nel 1993, insieme a Gianluca Vialli, prova il test d’ingresso a Scienze della Comunicazione, la prima facoltà umanistica a imporre un test di ammissione per accettare e formare solo 300 studenti su oltre i 1500 iscritti. Per passare il test (tra le domande di cultura generale bisogna specificare se il tiramisù è un dessert o un semifreddo - Ndr verità -) bisogna totalizzare 51 punti ma Gianluca Vialli, stella della nazionale e della Juventus ne totalizza 50. La facoltà di Lettere decide che un tale personaggio non lo si può far scappare perché ne va del prestigio del nuovo corso di laurea. La decisione è immediata: tutti i 50 sono ammessi in più. Si arriva ad una iscrizione di 30 matricole in più.
La fortuna lo assiste, riesce ad iscriversi al corso di laurea che desiderava e lo conclude nel 1999 con una tesi da 110 che riceve anche un premio di merito al salone del Libro di Torino. (Il merito è soprattutto un assegno da un milione di lire con cui riesce a partire per un viaggio in Spagna zaino in spalle.)
All’età di 25 anni gli propongono di tenere un corso all’università della terza età di Collegno. Il giovane professore coglie l’occasione per proporre un corso di Creatività, frutto di quasi due anni di ricerche e letture disordinate sull’argomento. I suoi primi alunni, con molta compassione, seguono le lezioni per l’intero anno e fanno anche “finta” di essere interessati e di divertirsi. E’ un inizio…
Assistente universitario, supplente di italiano in una scuola media, commesso in un negozio di snow-board, animatore sportivo e soprattutto animatore per bambini sono solo alcuni dei lavoretti che svolge già durante gli anni universitari.
La sua voglia di giocare lo esalta agli occhi dei bambini e lo ridicolizza in mezzo agli adulti. Il desiderio di viaggiare per il mondo e la voglia di conoscere lingue e culture diverse lo portano a progettare una rapina in banca per la mancanza di denaro. Archiviato il progetto della rapina dopo pochi minuti di lucidità razionale, tenta di raggiungere lo stesso obiettivo lavorando per l’ufficio scambi internazionali del comune di Torino e concorrendo ai progetti erasmus e Leonardo da Vinci finanziati dalla comunità europea. Senza accorgersene vive e studia 10 mesi in Belgio dove impara il francese, lavora 3 mesi in Inghilterra, dove perfeziona il suo inglese scolastico e poi lavora 4 mesi a Barcellona come educatore di strada. Anche in Spagna è costretto ad imparare la lingua seguendo un corso intensivo per non essere insultato e deriso dagli adolescenti con cui gioca e lavora.
Gli anni passano e le sporadiche esperienze di animazione con bambini e ragazzi diventano sempre più frequenti come sempre più frequenti sono gli insulti che riceve dal mondo degli adulti che lo vorrebbe vedere con un lavoro “normale”, una casa “normale” ed un auto “normale”.
La 126 tutta colorata con cui gira, per due anni, nel suo quartiere di Porta Palazzo riesce a rubare sorrisi ai bambini che lo incontrano e riesce ad attirare l’attenzione delle forze dell’ordine che lo fermano costantemente per controlli.
Suo fratello Luca Lanzano, Luciano Guazzi e Toni Paolino fondano l’agenzia di animazione NuevaIdea e dal 2000 inizia, con loro, una stretta collaborazione che non incontra soste. Gli anni passano, le collaborazioni con le agenzie di animazione e le scuole aumentano, e da semplice animatore di soggiorni estivi diventa prima coordinatore d’equipe e poi direttore responsabile di intere strutture di vacanza.
Grazie a NuovaIdea incontra Dino Jasarevic, Stefano Calabrò (Gino) e Paola Sorano (Paoletta) con i quali fa nascere rapporti di amicizia oltre a nuovi progetti di animazione, didattica e spettacolo. Luca, Luciano, Dino, Gino e Paoletta sono la “Banda creativa NuevaIdea” che lo sopporta e con la quale organizza spettacoli, inventa giochi, si diverte, ride, scherza...e c’è addirittura chi lo chiama lavoro!
Continua intanto a sviluppare il suo personaggio clown e dopo circa 5 anni di esperienze, con bambini per le strade e alle feste di compleanno, da vita ad un giullaresco personaggio “Enricus il Ficus Storditus” che porta nelle piazze e nelle scuole materne ed elementari uno spettacolino di micromagia per bambini: “L’Asamarra show”.
Fonda l’associazione Arlok assieme ad Anna Paola Giovannini, Bruttomesso Manuel e Juri Grosso, ed inizia a proporre corsi di formazione didattica, artistica e di animazione.
Arlok diventa un punto di riferimento per alcuni giovani artisti di strada ed animatori torinesi con cui nascono amicizie e collaborazioni lavorative.
Con gli stage al Teatro Fisico di Philip Radice e con 3 anni della scuola di improvvisazione teatrale di QuintaTinta Teatro cerca un approfondimento teatrale sul personaggio clown per migliorare la figura dell’animatore.
Il clown ed il professore si miscelano creando “Enricus: il professor Ficus” che nonostante i suoi bizzarri vestiti e le sue colorate performance giullaresche è un personaggio che si rivolge ai bambini e ai ragazzi per parlare anche di tematiche sociali e culturali difficili per il pubblico più giovane.
Gestisce per 6 anni le attività del Consiglio Comunale dei Ragazzi del Comune di Collegno, dove affronta tematiche come l’antimafia, la povertà, la carta dei diritti internazionali…le difficoltà non sono poche ed il rischio di annoiare è elevato.
Prima di rinunciare all’incarico decide di sperimentare nuove forme di insegnamento e comunicazione. Unire la dialettica accattivante con la poesia, i colori ed il gioco. Proiettare immagini, fare indovinelli, trasformare in gioco anche una lezione didattica...i bambini e le maestre gli danno corda e lui continua!
Compra una reflex Canon ed un Mac portatile...e gli si apre un mondo!
Si appassiona di fotografia, si iscrive a corsi tenuti da professionisti del settore e si diletta a fare montaggi di foto, video e musica per i bambini delle colonie...
La sua professionalità cresce in modo proporzionale agli anni anagrafici e, oltre a dover subire le prime prese in giro dai giovani animatori che lo circondano, gli viene richiesto di ricoprire il ruolo di direttore delle colonie estive ed invernali; ruolo che ricopre da 5 anni presso le colonie di Bordighera, Alassio e Aprica.
Per adesso non ha ancora ricevuto pomodori in faccia… se però la sua direzione dei soggiorni di vacanza, le sue Lezioni-Gioco, e le sue metodologie d’insegnamento sono valide…non chiedetelo a lui, ma informatevi direttamente dai ragazzi e dalle insegnanti che, affiancandolo sempre, devono pazientemente sopportarlo!
Enricus